Shopify o WooCommerce si riduce a una domanda: chi si occuperà dello store dopo il lancio? Se la risposta sincera è “nessuno da parte nostra, noi vogliamo vendere”, di solito conviene Shopify. Se è “uno sviluppatore che già paghiamo, e vogliamo il codice e il server in casa nostra”, può convenire WooCommerce.
Siamo un’agenzia Shopify, quindi guadagniamo dai progetti Shopify, e conviene che tu lo sappia mentre leggi. Per questo abbiamo costruito il pezzo su cinque decisioni invece che sulla solita tabella di funzioni: le tabelle sono dove si nasconde la parzialità. Dove vince WooCommerce lo diciamo. La nostra esperienza diretta di uno store WooCommerce passato a Shopify è un solo brand, Integratori DTC Nazzi, e non dichiariamo di più.
Chi mantiene lo store?
Su Shopify hosting, sicurezza e aggiornamenti della piattaforma li gestisce Shopify. Su WooCommerce li gestisci tu, o qualcuno che paghi.
WooCommerce è un plugin gratuito che gira su WordPress, su un server che scegli tu. L’hosting, WordPress, WooCommerce, il tema e ogni estensione hanno ciascuno il proprio ciclo di aggiornamenti, e la versione di PHP è un’impostazione che governi tu. Le raccomandazioni sul server di WooCommerce stesso dicono che le versioni vecchie di PHP funzionano ancora ma sono a fine vita e possono esporre il sito a vulnerabilità, e la documentazione di WordPress sull’hardening chiede di tenere aggiornati WordPress e i plugin. Non è un difetto. È il prezzo del controllo.
E non è un discorso astratto. Se il tuo sito gira su PHP, come WooCommerce, l’advisory CERT-EU 2026-018 descrive due falle critiche (CVSS 9,2) che permettono l’esecuzione di codice da remoto senza autenticazione. Sono corrette in PHP 8.5.12, 8.4.27, 8.3.36 e 8.2.35, mentre per PHP 8.1 e precedenti non c’è una correzione ufficiale. Se un certo store sia esposto dipende dalla versione e dalla configurazione del suo server, quindi la prima domanda a chi mantiene uno store WooCommerce è quale versione di PHP usa. Su Shopify quella domanda non esiste: l’ambiente di esecuzione non è una cosa che devi aggiornare tu.
WooCommerce vince questa decisione quando hai già una persona o un’agenzia per cui questo è routine. Per loro la manutenzione è una voce di calendario, e in cambio hai il controllo pieno di codice e database.
Cosa si rompe, e chi se ne accorge per primo?
Su entrambe le piattaforme qualcosa si rompe; cambia quante parti sono coinvolte quando succede.
Uno store WooCommerce è una pila: WordPress, WooCommerce, un tema, estensioni di pagamento, spedizione, SEO e cache scritte da autori diversi. L’aggiornamento di una può andare in conflitto con un’altra, e il guasto può uscire al checkout, dove lo scopri da un cliente o da un calo degli ordini. Una copia di prova (staging) e una routine di aggiornamenti seria evitano la maggior parte dei problemi, ma qualcuno deve occuparsene.
Shopify toglie dalla lista il livello della piattaforma, ma non ogni guasto. Le app sono il punto debole: un’app pesante, o il codice rimasto di una che hai tolto, può rallentare lo store, e le modifiche al tema possono rompere una sezione. Anche il passaggio ha i suoi problemi. Quando abbiamo lanciato Nazzi su Shopify, nella prima settimana dopo la ripartenza delle campagne il tracciamento non era a posto, e il 20 agosto abbiamo sistemato la configurazione di pixel e Google. Conta chi è reperibile quando succede.
Quanto sei veloce a cambiare le cose?
Su Shopify la maggior parte dei cambi commerciali sono impostazioni; su WooCommerce sono per lo più la scelta di un’estensione o un lavoro di sviluppo, ma WooCommerce può fare cose che Shopify non fa.
Sconti, collezioni, schede prodotto e promozioni stanno nell’admin e nell’editor del tema di Shopify, senza toccare codice. WooCommerce fa le stesse cose, di solito con estensioni diverse, quindi ogni cambio diventa una piccola decisione: quale estensione, e andrà in conflitto con le altre? È più lento per un team senza sviluppatore e perfettamente a posto per uno che ce l’ha.
Il codice aperto vuol dire anche che non ci sono muri. Un configuratore di prodotto con logica insolita, prezzi che dipendono dal contratto del cliente, o uno store che in realtà è un sito di contenuti con pochi prodotti: WordPress ti dà uno spazio che il modello dati e il checkout di Shopify non danno. Alcune personalizzazioni più profonde del checkout su Shopify stanno nei piani più alti, quindi controlla la pagina dei piani aggiornata prima di darle per scontate.
Quanto costa crescere?
Il costo di Shopify è visibile e ricorrente; quello di WooCommerce è sparso tra fornitori e ore di lavoro, ed è facile da sottostimare.
Su Shopify paghi un abbonamento per piano, le app che si pagano ogni mese e una commissione sulle transazioni dei provider di pagamento esterni quando non usi Shopify Payments. Tutto finisce in fattura, quindi lo puoi prevedere. Non è economico su scala: le app si accumulano e le commissioni seguono il fatturato.
Il software di WooCommerce è gratuito. I costi sono l’hosting che deve crescere con il traffico, le estensioni da rinnovare ogni anno, backup e strumenti di sicurezza, e le ore di sviluppo per aggiornamenti, fix e tutto ciò che è su misura. Nessuna fattura mostra il totale, e una parte è tempo del tuo team. Non mettiamo un numero perché varia troppo; l’esercizio utile è sommare i tuoi ultimi dodici mesi di hosting, estensioni e fatture dello sviluppatore, più le ore.
WooCommerce vince questa decisione quando lo sviluppatore sei tu o è già a libro paga: uno store WooCommerce snello può costare meno di Shopify, e puoi scegliere qualunque gateway di pagamento senza una commissione di piattaforma sopra. Se stai valutando il passaggio, il costo di una migrazione a Shopify lo spieghiamo a parte.
Quanto è facile andarsene?
Entrambe le piattaforme ti lasciano portare via prodotti, clienti e ordini, ma su WooCommerce database e file sono anche tuoi in senso pieno.
WooCommerce pubblica una guida per passare da Shopify a WooCommerce, e Shopify pubblica la guida nella direzione opposta, che elenca prodotti, clienti, ordini, recensioni e contenuti del blog tra le cose che si possono spostare e avverte che alcuni dati, come le password dei clienti, richiedono passaggi in più. Nessuna delle due è una gabbia. Andarsene da una o dall’altra è un progetto, e quasi tutto il lavoro sta attorno ai dati: URL, redirect, integrazioni e tracciamento.
Il mercato si muove in entrambe le direzioni. Secondo Store Leads, nei 90 giorni al 9 ottobre 2026 sono passati a Shopify da altre piattaforme 27.247 merchant, e 9.204 arrivavano da WooCommerce, la prima fonte in assoluto. È un flusso lordo: nello stesso periodo Store Leads conta 17.922 store che lasciano Shopify, quindi il saldo netto è +9.325. Leggilo come il segnale che WooCommerce è il punto di partenza di tanti store che poi superano la configurazione iniziale, non come la prova che una piattaforma sia giusta per te. La parte pratica è nella nostra guida alla migrazione da WooCommerce a Shopify.
Cosa mostra il nostro passaggio di Nazzi, e cosa no
Nazzi è l’unico store WooCommerce che abbiamo spostato e che possiamo mostrare, e mostra un motivo per cambiare, non una legge.
Integratori DTC Nazzi, un brand nato da un laboratorio galenico attivo dal 2001, era su WooCommerce quando abbiamo iniziato a lavorarci, a gennaio 2024. La piattaforma non è stata la prima cosa che abbiamo cambiato: i primi due anni e mezzo sono andati su clienti nuovi, email e clienti di ritorno. Abbiamo spostato lo store nel 2026, costruendo il nuovo tra maggio e giugno e andando online il 19 luglio, perché il passo successivo richiedeva tre cose che volevamo controllare fino in fondo: un checkout veloce da telefono, dati affidabili per le campagne e la libertà di costruire strumenti nuovi, come un quiz che consiglia l’integratore giusto.
Guarda cosa faceva lo store prima del passaggio. A giugno e luglio 2026, i mesi in cui si costruiva il nuovo, ha venduto 2,57 e 2,19 volte gli stessi mesi del 2025 (luglio include i primi giorni su Shopify). WooCommerce non stava fallendo in modo visibile. Il motivo per cambiare era quello che veniva dopo, non quello che era rotto.
Nei primi 85 giorni su Shopify, dal 19 luglio al 12 ottobre 2026, rispetto agli stessi giorni del 2025: vendite online +105%, ordini +77%, scontrino medio +16%, clienti di ritorno 2,25 volte. Non attribuiamo tutto alla piattaforma. Il sito è stato ridisegnato, il quiz è andato online, il lavoro sulle email del 2025 ha continuato a rendere e le campagne sono ripartite a metà agosto. Anche i clic da Google sono scesi ad agosto, come spesso succede dopo una migrazione, e sono risaliti da settembre: negli ultimi 28 giorni sono 2,7 volte lo stesso periodo del 2025. Numeri completi e fonti sono nel caso studio Nazzi.
Quando WooCommerce è la scelta migliore
WooCommerce è la scelta migliore quando qualcuno di cui ti fidi lo mantiene già e il controllo conta più della comodità.
- Hai uno sviluppatore o un’agenzia per cui la manutenzione di WordPress è routine.
- Lo store fa parte di un sito WordPress guidato dai contenuti, e vendere è secondario.
- Ti serve una logica che non entra nel modello di Shopify: configurazioni di prodotto insolite, prezzi legati al contratto, flussi d’ordine su misura.
- Devi controllare dove stanno server e database.
- I volumi sono piccoli, i margini stretti e il tempo tecnico è tuo.
Quando Shopify è la scelta migliore
Shopify è la scelta migliore quando vuoi vendere e crescere senza essere reperibile per l’infrastruttura.
- Nessuno nel tuo team vuole occuparsi di server, aggiornamenti e sicurezza.
- Dipendi dalle campagne a pagamento e ti servono un tracciamento pulito e un checkout veloce da telefono.
- Vendi su più canali da un solo catalogo.
- Vuoi lanciare una promozione oggi senza aprire un ticket.
- Vuoi che i costi arrivino in una fattura sola, prevedibile.
Se ti riconosci nella seconda lista e oggi sei su WooCommerce, il passaggio è un progetto con una forma nota. La nostra guida alla migrazione a Shopify spiega l’intero processo, comprese le parti che puoi fare da solo, e lo Shopify Launch Sprint è il modo in cui lo gestiamo per te. Se stai ancora scegliendo, per partire c’è la nostra panoramica su cos’è Shopify e come funziona.
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Antonio Manitta
Founder e eCommerce Manager di NoProb Agency
Da oltre 7 anni aiuto brand fashion, integratori e DTC a far crescere il loro eCommerce. Lavoro in long-term partnership con tre brand alla volta, costruendo sistemi stabili che si compongono nel tempo.
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