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Caso studio

Migrazione su Shopify per una boutique di lusso: il caso Cumini, +67,7% di vendite online in 12 mesi

Il caso studio di Cumini, boutique multibrand di lusso in Friuli: quattro anni di lavoro, la migrazione su Shopify con gestionale proprietario e i risultati verificati prima e dopo.

Cumini fashion case study

Settore: Fashion retail | Luxury multibrand

Durata partnership: Oltre 4 anni (attiva)

Stato: In crescita costante

Un eCommerce non cresce per caso, serve un sistema. Questo caso studio racconta cosa succede quando viene costruito nel modo corretto.

In poco più di 4 anni, dal 2022:

Il punto di partenza

Cumini è una luxury fashion boutique multibrand italiana, con due negozi fisici in Friuli-Venezia Giulia. Da anni rappresenta un punto di riferimento per l’alta moda sul territorio, grazie a una selezione che include alcuni dei nomi più rilevanti del prêt-à-porter internazionale.

Un posizionamento solido che, tuttavia, non trovava ancora una piena espressione nel canale digitale: l’eCommerce era già attivo, ma usato come sola estensione del punto vendita fisico e non sviluppato come strumento strategico.

Il tasso di conversione era infatti vicino allo zero, la navigazione poco intuitiva e tecnicamente vincolata a un fornitore esterno collegato al gestionale interno, con margini di intervento limitati.

Dal punto di vista marketing, invece, il quadro era piuttosto frammentato: non c’era un sistema di tracciamento dati, i social media erano penalizzati da gestioni precedenti, l’email marketing era limitato a invii sporadici e le attività di advertising erano minime e senza una struttura definita.

Mancava, in sintesi, un ecosistema strutturato capace di supportare lo sviluppo del brand anche sul digitale.

Il progetto è seguito da NoProb Agency, Shopify Partner specializzato in sviluppo, migrazione e gestione eCommerce B2C, con cui Cumini lavora in esclusiva da agosto 2022.

Dal 2022 al 2024: gli anni di costruzione

I dettagli di questi anni richiederebbero un’analisi a sé. Qui vengono sintetizzati per offrire il contesto necessario, non per costruire un manuale operativo.

Al termine di ogni anno trovi due indicatori: il MER (Marketing Efficiency Ratio, cioè fatturato eCommerce diviso spesa pubblicitaria totale) e la crescita del fatturato eCommerce rispetto all’anno precedente.

2022: impostazione del progetto e prime integrazioni

Il 2022 ha segnato l’avvio della gestione operativa dell’intero progetto.

L’obiettivo era iniziare a integrare alcuni primi interventi in modo progressivo, calibrandoli sulle reali necessità del momento.

La prima attività è stata l’attivazione di Google Ads, affidata a un professionista verticale nel settore.

La situazione di partenza era favorevole: un catalogo composto da brand di lusso con una selezione distintiva e prezzi competitivi sul digitale, unito a un pubblico già “formato”, che cercava attivamente quei prodotti online.

In pochi mesi, questo unico canale ha permesso di raggiungere lo stesso fatturato eCommerce dell’intero anno precedente.

Questo risultato va interpretato nel modo corretto.

Non è stato un picco eccezionale, ma la risposta a una domanda che, in fondo, era già esistente: l’attivazione di Google Ads ha semplicemente reso visibile un’offerta che prima non lo era.

2023: sviluppo e consolidamento operativo

Nel secondo anno, la strategia si è strutturata attorno ai momenti chiave del calendario commerciale, dai saldi ai lanci delle nuove collezioni.

Il sistema ha iniziato a prendere forma, con un primo picco rilevante già a gennaio, durante i saldi invernali.

Il tema centrale restava la piattaforma eCommerce.

Costruita su codice proprietario e collegata al gestionale interno tramite un fornitore esterno, ogni intervento tecnico passava dal fornitore. Nel percorso di acquisto c’erano momenti di instabilità del sito e interruzioni, con ricadute sulle vendite.

Questo ha avuto un impatto diretto anche sulle attività marketing. In più momenti è stato scelto di ridurre o sospendere le campagne advertising, per non indirizzare traffico verso un percorso di acquisto che poteva interrompersi.

Nel corso dell’anno sono stati fatti diversi interventi per mantenere attivi i canali principali: integrazioni esterne, modifiche ai flussi di tracciamento, adattamenti operativi.

Interventi utili a mantenere i canali attivi, che trovavano il loro limite nella piattaforma stessa: per andare oltre serviva una nuova infrastruttura.

In questo contesto, la leva principale è stata la flessibilità: integrazione rapida di competenze verticali, test continui, lettura dei dati e adattamento costante.

In questo contesto il fatturato eCommerce ha registrato una crescita significativa.

MER > 6

Da aprile a dicembre 2023: da qui partono i dati della dashboard.

2024: verso una nuova infrastruttura

Gennaio 2024 segna un passaggio simbolico: un mese a sei cifre di vendite online, il primo da quando seguiamo i dati (aprile 2023).

Un risultato che, due anni prima, sembrava totalmente fuori portata.

Il tema centrale restava lo stesso: la piattaforma proprietaria non consentiva né attività di marketing automation né sistemi di tracciamento completi e precisi.

A settembre 2024 il catalogo Google è rimasto fermo per tre settimane consecutive, in uno dei momenti più strategici dell’anno (saldi): un’ulteriore ragione per portare feed e tracciamento su un’infrastruttura gestibile in modo diretto.

I dati indicavano vendite potenziali non ancora colte, che richiedevano una nuova infrastruttura per essere raggiunte.

Parallelamente, il team ha raggiunto una maggiore stabilità operativa: i professionisti coinvolti lavoravano in modo sempre più coordinato sui diversi canali, rendendo la gestione complessiva più efficace.

In questo contesto si è aperta una nuova fase del progetto.

Accanto alle attività di performance ci siamo dedicati al branding, con l’introduzione di nuove linee editoriali per i social, con una maggiore attenzione alla coerenza complessiva dell’immagine, con l’obiettivo di rendere il brand più riconoscibile e coerente anche nel digitale.

Tutto ciò ha permesso al brand di continuare a crescere in modo coerente su tutti i fronti, anche con la piattaforma di allora.

A fine anno, insieme al cliente, è stata presa una decisione strategica e pianificata come investimento sul lungo termine: migrare l’intero ecosistema su una piattaforma moderna e sviluppare internamente una soluzione tecnica in grado di integrarsi con il gestionale proprietario di Cumini.

MER > 6

La crescita sul 2023 non è riportata perché il 2023 in dashboard è parziale.

2025: Un cambio strutturale con Shopify

Cumini eCommerce su Shopify

Con Shopify, tutto quello che prima dipendeva dal fornitore esterno è diventato gestibile direttamente

Il passaggio a Shopify non è stato un semplice cambio di piattaforma, ma un vero e proprio punto di svolta per l’intero progetto: ecco perché.

Nel 2025 l’eCommerce ha continuato a crescere anche durante la transizione tecnica.

Anni di lavoro, processi interni ben consolidati e la stabilità del team stavano finalmente producendo risultati prevedibili e pianificabili.

La struttura era solida, ma mancava ancora una piattaforma all’altezza.

Dalla primavera 2025, per circa tre mesi, il team si è dedicato completamente alla pianificazione e all’organizzazione della transizione verso Shopify: architettura tecnica, integrazioni, flussi e tracciamento.

Il nuovo store è andato online su Shopify il 19 maggio 2025. Da lì a dicembre si è svolta la fase di migrazione attiva, accompagnata da un costante lavoro di ottimizzazione su tutti i fronti: recupero del traffico SEO, risoluzione di problemi tecnici, formazione del personale, automazione dei processi operativi, miglioramento della conversione (CRO) e integrazione con strumenti come Klaviyo e Stape.

Il 2025 si è chiuso a +26,3% di vendite nette sul 2024, nonostante i mesi di transizione tecnica.

MER > 5
Crescita fatturato eCommerce: +26,3%

Record storico in quel momento, già superato dal 2026.

Tracciamento: da parziale a completo

Tracking system score pre e post Sprint

Prima di Shopify, il sistema di tracciamento era un “accumulo di patch”: integrazioni parziali, dati mancanti e attribuzioni errate tra i diversi canali. Sapevamo che i numeri non erano affidabili, ma non immaginavamo fino a che punto.

Con la migrazione abbiamo introdotto un sistema di tracking server to server tramite Stape.

Ad oggi, il sito raggiunge un punteggio complessivo di 92/100, con gli Analytics a 100 e le Ads a 97.

Questo ci dà una visione completa di ciò che accade in ogni canale: quali campagne producono risultati, dove gli utenti abbandonano il funnel e qual è il reale valore di ogni touchpoint.

Naturalmente, un tracciamento affidabile non è un obiettivo in sé, ma la condizione necessaria per prendere tutte le decisioni a livello strategico, di marketing e di comunicazione.

Decidere sui dati: la svolta strategica

Dashboard metriche mensili: ROAS, MER, margine

Con Shopify, abbiamo accesso a una dashboard chiara, facilmente integrabile con strumenti di analisi esterni e capace di restituire metriche che prima calcolavamo manualmente su fogli Google.

Parliamo di numeri precisi, non di stime generiche: CAC complessivo, nCAC (costo di acquisizione di un nuovo cliente), ROAS per canale, ROAS totale dello shop, margine di contribuzione reale al netto di tutti i costi.

Incrociando tutti questi dati con la stagionalità, riusciamo a leggere con chiarezza le dinamiche dello shop: quanto costa davvero un nuovo cliente, quando è il momento giusto per fare più leva sulle campagne e quando rallentare, quali strategie restano solide nel tempo e quali vincono solo durante i saldi.

Ad oggi, il focus è sulla retention e sulla LTV: la crescita non passa solo dall’acquisizione di nuovi clienti, ma dal saper valorizzare quelli esistenti e aumentare il loro valore nel tempo.

Conversion rate: priorità mobile

Il tasso di conversione da mobile rappresenta uno degli indicatori più sensibili per un eCommerce fashion.

Oggi, nel caso di Cumini, la maggior parte delle visite proviene da smartphone (un dato ormai standard nel settore) ma fino a poco tempo fa la quasi totalità delle transazioni avveniva ancora da desktop.

Questo squilibrio evidenziava una criticità chiara: il percorso d’acquisto su mobile non era sufficientemente fluido o intuitivo, e la user experience stava frenando clienti già intenzionati all’acquisto.

Con la transizione a Shopify, la situazione è cambiata radicalmente grazie a un checkout nativo progettato per l’esperienza mobile, privo di errori e perfettamente coerente con gli standard del brand.

In un eCommerce fashion con un AOV elevato, anche un singolo punto percentuale di incremento nel tasso di conversione vale una quota rilevante di ricavi aggiuntivi ogni anno.

Klaviyo e marketing automation: dati affidabili, strategie più efficaci

Klaviyo: riepilogo prestazioni ed entrate attribuite

Con il passaggio a Shopify, l’integrazione con Klaviyo è diventata nativa e perfettamente funzionante. In precedenza, la connessione era instabile: dati incompleti, acquisti non riconosciuti, flussi automatici intermittenti. Anche le automazioni più semplici operavano in modo irregolare.

Oggi Klaviyo riceve dati puliti e aggiornati in tempo reale su ogni comportamento utente. I flussi sono attivi, coerenti, performanti. Il risultato? Tra il 1° novembre 2025 e il 24 aprile 2026 le entrate attribuite a Klaviyo sono cresciute del 301% rispetto al periodo precedente, e valgono il 61,66% delle entrate totali dello store.

Nuova collezione, prezzo pieno

Nel fashion multibrand, le dinamiche di vendita cambiano in modo significativo tra periodi di saldo e prezzo pieno.

Molti store tendono a ridurre o interrompere l’advertising durante il lancio delle nuove collezioni, perché il ROAS appare più basso nel breve periodo.

Il nostro approccio è stato diverso: un prodotto di fascia alta raramente viene acquistato alla prima visita. Il processo decisionale è più lungo, richiede più interazioni e tempo.

Per questo, gli investimenti durante i periodi di lancio della nuova collezione non sono finalizzati alla conversione immediata, ma alla costruzione di una base di utenti che, nella maggior parte dei casi, si attiva nei mesi successivi, spesso in corrispondenza dei saldi.

Per gestire questa strategia in modo davvero profittevole servono dati accurati: breakeven per campagna, costo per add-to-cart, costo per inizio checkout, CAC e nCAC monitorati in tempo reale.

Oggi questi numeri si guardano mese per mese. Ci sono mesi che costruiscono e mesi che raccolgono. Su base annua il marketing resta in positivo, sia nel 2025 sia nel 2026.

2026: nuovi risultati

Nei mesi successivi alla migrazione, i risultati hanno iniziato a consolidarsi.

Per misurarli abbiamo messo a confronto i 12 mesi prima di Shopify (da giugno 2024 a maggio 2025) con i 12 mesi dopo (da giugno 2025 a maggio 2026). Stessi negozi, stesso catalogo, stessa squadra.

Cumini, vendite e ordini online dal 2023 in indice (100 = media dei 12 mesi prima di Shopify): il salto arriva dopo la migrazione del 19 maggio 2025

Il grafico mostra vendite e ordini mensili dal 2023, in indice: 100 è la media dei 12 mesi prima di Shopify. La primavera 2025 è il passaggio alla nuova piattaforma; dopo, i picchi di inizio 2026 e di luglio superano tutti quelli degli anni precedenti.

Il 2026 conferma la direzione. A metà ottobre lo store ha già venduto online il 15,4% in più di tutto il 2025, e luglio 2026 è stato il mese più alto di sempre.

Dalla migrazione i mesi a sei cifre sono diventati quattro: novembre e dicembre 2025, gennaio e luglio 2026. Prima di Shopify era successo una volta sola, a gennaio 2024.

I picchi arrivano quando li pianifichiamo, tra saldi, Black Friday e Natale.

MER > 3
Crescita fatturato eCommerce: +15,4%

Da gennaio a metà ottobre 2026, confrontato con tutto il 2025. Anno ancora in corso: il MER scende perché stiamo investendo di più in advertising.

Ad oggi, Cumini ha raggiunto un livello di maturità che le permette di crescere in modo costante e prevedibile nel tempo.

Metodo, numeri, crescita: la combinazione che fa la differenza

La crescita di un eCommerce fashion non è mai lineare: alterna fasi di accelerazione, momenti di stallo e periodi in cui si lavora per costruire, non per raccogliere.

Il MER lo mostra bene. Era 6,8 nel 2023 ed è 3,7 nel 2026: scende man mano che investiamo di più in advertising, in un mercato sempre più competitivo. Eppure le vendite online crescono: +26,3% nel 2025 e, a metà ottobre 2026, già il 15,4% in più di tutto il 2025.

Per questo non guardiamo solo il MER, ma anche il margine di contribuzione: quanto resta all’azienda dopo pubblicità e costi. È la metrica che conta davvero. Su base annua il marketing è in positivo sia nel 2025 sia nel 2026.

I mesi di lancio costruiscono la domanda che arriva con i saldi. Conta il risultato dell’anno, non il singolo mese.

Nel lungo periodo, con numeri coerenti e una strategia fondata sulla stabilità, il valore tende a crescere in modo costante e ad accumulare risultati duraturi. È il frutto di un lavoro pensato e portato avanti con una logica di lungo termine.

Oggi: struttura e crescita

Nel fashion, lo spazio tra la scoperta di un brand e l’acquisto è ampio e non riconducibile a un singolo canale.

Per questo, la crescita non può essere gestita in modo isolato. Richiede una strategia multicanale integrata, in cui ogni touchpoint contribuisce in modo diverso al percorso d’acquisto.

Social, email, Google, Meta, SEO: ogni canale ha un ruolo specifico. Il ROAS diretto, da solo, non è sufficiente per valutarne l’efficacia. Un utente può scoprire il brand su Instagram, ritrovarlo su Google, ricevere un’email e acquistare settimane dopo, spesso durante i saldi. È un percorso distribuito nel tempo, che si costruisce attraverso interazioni successive.

Per questo, nessun canale viene interrotto sulla base delle sole performance di breve periodo. Il risultato è sempre l’effetto combinato di più leve che lavorano insieme.

Questo approccio si riflette direttamente sui risultati complessivi. Il vero indicatore di crescita non è il fatturato online in sé, ma la capacità di generare valore in modo costante e prevedibile nel tempo.

Operativamente, il lavoro si basa sul monitoraggio continuo degli stessi indicatori (MER, ROAS per canale, margine di contribuzione, CAC e tasso di riacquisto) da cui derivano le decisioni. I risultati sono il prodotto di un insieme di scelte progressive, non di singole azioni isolate.

La variabile determinante è il bilanciamento. Gestire un eCommerce oggi significa coordinare in modo coerente tutte le leve: advertising, branding, email marketing, SEO, sviluppo tecnico e analytics.

È da questo equilibrio che dipende il potenziale di crescita. Anche una sola area gestita in modo non adeguato può limitarlo.

Ad oggi:

Questo modello funziona per te?

Se sei arrivato fin qui, probabilmente riconosci qualcosa della tua realtà in queste pagine. Un brand con un prodotto forte e negozi fisici che performano bene, ma con un eCommerce che non esprime il suo pieno potenziale. O uno store online attivo, ma privo di una vera governance: dati incompleti, advertising guidato dall’intuizione, piattaforma tecnica che non scala con l’ambizione del brand.

Il modello costruito con Cumini è pensato per boutique fashion e brand multibrand B2C che vantano già un prodotto validato e un fatturato aziendale strutturato. È per chi vuole trasformare il canale online in un asset strategico, gestito con la stessa cura e attenzione dedicate al punto vendita fisico.

Non è la soluzione per chi cerca risultati in 30 giorni, né per chi desidera un semplice fornitore a cui delegare senza coinvolgimento.

Cumini è un cliente attivo di NoProb Agency da oltre 4 anni. Ecco come lavoriamo sulle migrazioni a Shopify. Se parti da WooCommerce, leggi il caso Integratori DTC Nazzi.

Come impostiamo una migrazione: la guida completa alla migrazione a Shopify.

Domande frequenti

Una migrazione su Shopify fa crescere le vendite?

Da sola no: la piattaforma toglie i limiti, il resto lo fanno dati, advertising ed email. Per Cumini, nei 12 mesi dopo la migrazione le vendite online sono cresciute del 67,7% rispetto ai 12 mesi prima, con ordini +49,4% e scontrino medio +12,2%.

Si può migrare su Shopify un eCommerce collegato a un gestionale proprietario?

Sì. Per Cumini abbiamo sviluppato una soluzione che collega Shopify al gestionale proprietario dei negozi. Lo store è online su Shopify dal 19 maggio 2025.

Perché il MER scende mentre le vendite crescono?

Perché per crescere si investe di più in advertising, e ogni euro in più rende un po’ meno del precedente. Per Cumini il MER è passato da 6 nel 2024 a 3,7 nel 2026, mentre le vendite online del 2026 hanno già superato tutto il 2025.

Quanto migliora il tracciamento dopo la migrazione a Shopify?

Per Cumini il punteggio complessivo del tracciamento è passato da 31 a 92 su 100 (Analytics 100, Ads 97), con tracking server to server tramite Stape.

Fonti e metodo

Dati aggiornati al 13 ottobre 2026

  • Vendite, ordini, scontrino medio e clienti di ritorno: Shopify, letti dalla dashboard NoProb di Cumini il 13 ottobre 2026. Fino al 18 maggio 2025 i dati vengono dalla piattaforma precedente, importati una volta. Vendite = vendite nette.
  • Spesa pubblicitaria: Meta Ads e Google Ads. MER = vendite online diviso spesa pubblicitaria.
  • La dashboard parte dal 10 aprile 2023: per questo il 2023 è parziale e la crescita del 2024 sul 2023 non è riportata.
  • Tracciamento: audit del sistema di tracking prima e dopo la migrazione (immagine nell’articolo).
  • Email marketing: report Klaviyo dal 1° novembre 2025 al 24 aprile 2026, confrontato con il periodo precedente (immagine nell’articolo).
  • Per riservatezza pubblichiamo solo variazioni percentuali e rapporti, non valori assoluti.

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